giovedì 29 novembre 2007

Un FilmUn Divano - L'incubo di Darwin

Sollecitata da Serena, ecco che mi affretto a scrivere a proposito dell'ultimo interessante evento del Cineforum "Un Film Un Divano"



La proposta del documentario è stata di Giuliano, che ringraziamo per essersi assunto ancora l'onere dell'acquisto del film.
Il documentario è chiaro, le ambientazioni eloquenti. L'inevitabile esito è quello di sentirsi inchiodati a pesanti responsabilità come parte attiva, pensante e consumante del Primo Mondo.

Riporto di seguito la recensione presa da filmup.leonardo.it


"Il Lago Vittoria non è solo il più grande lago tropicale del mondo, ma possiede anche un microcosmo molto particolare. Nelle sue acque, fino al 1954, nuotavano numerose specie di pesci, alcuni dei quali (ad esempio il furu) ancora poco studiati. Dalla fatidica data citata, le cose cambiano radicalmente: per motivi ancora non del tutto chiari (o forse chiarissimi) viene introdotta, nel lago la carpa, un pesce predatore. Improvvisamente la ricca fauna lacustre cambia, e la carpa si ritrova ad essere, con la sua enorme mole, la regina indiscussa del lago e il motore trainante dell'economia locale. Fiorisce la pesca, la lavorazione e l'esportazione del prodotto. Cargo europei, russi e a volte anche americani, ogni giorno affollano il piccolo aeroporto locale per caricare tonnellate di pesce. Ma una domanda, a questo punto, sorge spontanea: visto che la popolazione locale vive ancora in uno stato di indigenza assoluta, come vengono pagati i carichi spediti in ogni parte del mondo?Il documentario-inchiesta presentato alle Giornate degli autori di Venezia cerca di gettare un necessario cono di luce su questa spinosa questione. Vengono intervistati i pescatori (spesso ragazzi), i proprietari delle fabbriche che lavorano il pesce, i ministri africani, i piloti russi. Il quadro che si delinea è tutt'altro che rassicurante: da quando è stato introdotto questo pesce, la popolazione locale ha dovuto far fronte a molteplici morti (quelle dei pescatori) che provocano un incremento della prostituzione (le vedove cercano di sfamare in ogni modo i figli) e una conseguente diffusione dell'HIV e dell'AIDS. Ma mentre qui la miseria e la fame dilagano e le malattie si estendono in maniera impressionante, nel resto del mondo arrivano costosissimi filetti di carpa ben lavorati e saporiti. In cambio di cosa?L'ipotesi (tra l'altro confermata da alcuni testimoni...e a intuito molto plausibile) del regista è che i cargo che si recano sulle sponde del Lago Vittoria per caricare il pesce, non arrivino vuoti ma "carichi di meraviglie": kalashnikov, munizioni, addirittura carri armati che vanno a rifornire gli incalcolabili focolai di guerra sparsi per tutta l'Africa. Il modo di condurre l'inchiesta è semplice e diretto, non ci sono domande trabocchetto o spie segrete, il regista intervista boss locali e prostitute con la stessa naturalezza e semplicità e il risultato oltre che toccante e commovente risveglia quello sdegno e quell' indignazione che a volte dimentichiamo di tirar fuori. "

Sere, ora devi farci un commento. Una delle piu' interessanti questioni riguardo la proiezione del film, è stata proprio la tua: " Ora, cosa è giusto: boicottare l'acquisto di questo pesce, o continuare ad alimentare questo commercio di sussistenza per le popolazioni indigene?" (ricordati comunque che se ti presenterai ancora con un "pacco" al posto del dvd di Bordertown, verrai esposta al pubblico ludibrio. Ed anche alla gogna.)


N.B.: magari c'è chi obietterà al fatto che il cineforum sia intitolato ancora "Un Film Un Divano", benchè questa ultima proiezione si sia svolta nella nuova sede del Centro.
Io sarei dell'opinione di mantenere ancora questo nome per la nostra rassegna: lo trovo simpatico! che ne dite?

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